Denmark

Team: da sx a dx Mala, Ama, Batto, Faster

mala ama batto faster

McLuis

Mezzo: Camper 6 posti McLuis su meccanica Fiat Ducato 2003, motore 1900 Diesel

a noleggio

Periodo: 2 agosto - 16 agosto 2003 (15 gg)

Itinerario: Bologna - brennero - - Monaco di Baviera - Hannover - Amburgo - Puttgarden (imbarco)- isola di  Mon - Copenaghen - Hillerod - Helsingor - Helsimborg - Lund - Malmoe - Copenaghen - Roskilde - Egeskov - Jelling - Billund - Arhus - Skagen / Grenen - Ribe - Amburgo - Monaco di Baviera - - brennero - Bologna

Chilometri percorsi: 4400 Nafta: 407€ (7/8 pieni) Pedaggi Italia: 37.5€ Pedaggi Austria: 36€ Pedaggi Danimarca/Svezia (ponti e traghetti): 236€

Due parole sul giro che sembra nevrotico, in realtà è stato studiato al meglio per evitare spreco di tempo, per evitare di passare due volte dallo stesso posto, per non prendere più di una volta gli esosissimi ponti e per permetterci di raggiungere gran parte di quello che c'è da vedere nella splendida Danimarca.

 

SABATO 2 AGOSTO

Partenza alle 5.20 da casa del Mala, 5.33 casello.

h 6.19 facendo gli asini smette di suonare il claxon e i brividi della maledizione del McLuis ritornano (vedi Olanda 2002)

Cogliamo l’occasione per comprare anche il tradizionale carnaccio da viaggio.

Fine Italia, casello 18.5 euri da Bologna

Siamo in Austria. Facciamo il bollino delle autostrade austriache (20 euro, 10 giorni) + pedaggio autostrada 8€

Entriamo in Germania alle 11.45

Alle 13.30 approfittando dell’immancabile coda di Monaco, sostiamo per pranzo in un’area di servizio a 30 km da Monaco e veniamo assaltati dalle vespe. Menu involtini rafforzanti per Faster, ripartiamo e a Monaco ci sbagliamo e usciamo, veloce inversione per il fresco "mecluista" Faster e torniamo in strada.

Dritti fino a metà Germania con sosta cena e tirata notturna fino ad Hannover dove alle 24.05 ci fermiamo in un autogrill.

Faster è in coma collo

La Germania è infinita e sfinente

DOMENICA 3 AGOSTO

Partenza alle 7,00 da Hannover

Siamo da nafta e vogliamo provare un autohoff per spendere meno e rimaniamo quasi a piedi. Facciamo nafta dopo Amburgo.

Arriviamo alle 11,35 a Puttgarden al traghetto per la Danimarca.

Il paesaggio è già tutto piatto e finalmente si arriva al mare.

Il viaggio in traghetto dura circa 45 minuti, dove facciamo i primi conti col caro prezzi danese e coi tipici gusti culinari abbastanza crucchi.

Ripartiamo verso l’isola di Mon per Mons Klint. L’autostrada principale è una "cagatissima" 2 corsie ma senza troppi problemi ("conosciamo" anche il maestro di Elmelunde) arriviamo alle 15.30.

Mons Klint è il punto + alto della Danimarca, ben 128m, ma in realtà è anche uno dei posti più belli. Una passeggiata lungo il sentiero nel bosco sulle cime delle bianche scogliere ci dà il benvenuto in questo posto fantastico. Il bosco e la natura ci fanno un po’ riprendere dopo la sfacchinata che ci siamo fatti per arrivare. Questo posto è anche famoso per i raccoglitori di rocce, soprattutto di tipo amorfo e del gesso di cui sono fatte le scogliere. È possibile scendere fino al mare e alla stretta spiaggia, cosa che naturalmente facciamo, scendendo una scalinata infinita di ben 502 gradini. Tornare su sarà una goduria. Una volta giù Ama e il Mala colgono al balzo l’occasione per fare il bagno nel mar baltico. Impedibile, tra l’altro l’acqua è pochissimo salata, trasparente e … fredda.

Siamo al parcheggio e ci inchiodano … due italiani naturalmente che avevano notato il McLuis che sul vetro anteriore portava in bella mostra dall’Italia lo slogan “al bon muntoun al mounta incosa”, quindi dopo essere stati scambiati per romagnoli ricaviamo alcune dritte da loro che erano in Danimarca da più tempo

Placata la nostra prima sete di Danimarca torniamo in strada verso Copenaghen alle 17,30 e un rumore tipo cuscinetto rotto se ne esce e ci accompagnerà innocuo fino a casa. Arriviamo al City camp in direzione aeroporto e Fisketorvet (pesce mercato) per cena.

Di fronte alla scena lo sgomento accoglie quasi tutti. Il buon City camp, non è altro che un parcheggio per camper su asfalto, ma i lati positivi erano troppi. Prende gli euro, ha di fronte un bellissimo centro commerciale (il Fisketorvet appunto) dietro c'è una centrale elettrica, in 5/10 minuti si può essere a una passeggiata dal centro o da Cristiania, dei cessi che nella mia classifica sono i migliori di tutti i campeggi che ho visto fino ad ora. L'altro campeggio è a 16 Km dal centro.

La presenza di altri McLuis ci fa sentire un po’ a casa.

La coppia crucca al nostro fianco vive in un Ducato e appena arrivano aggrediscono il cuoco (il Mala) urlandogli “oh chef!”, ma vista la nostra pelle dura di italiani attacchiamo bottone.

Notte nel campeggio.

autostrada austria Austria

traghetto Scandilines

faster vichingo Faster si immedesima

mons klint   Le scogliere di Mons Klint

City Camp Il City Camp dal tetto del Fisketorvet

 

municipio Municipio

LUNEDI’ 4 AGOSTO

Sveglia alle 8,00, abbiamo dormito benissimo, e colazione nel camper.

Faster ha già mangiato tutte le pastine

Partenza intorno alle 9.00 dal City camp a piedi costeggiando l’immenso centro commerciale Fisketorvet verso il centro, che individuiamo grazie alle guglie di palazzi e chiese.

Tappa in stazione centrale per qualche acquisto (cartoline ma soprattutto cartine della città).

La stazione è molto particolare per l’antica sovrastruttura completamente in legno.

Percorrendo la strada pedonale principale (Stroget) che attraversa il centro di Copenaghen, arrivati nella piazza del municipio (Radhusplads) (piazza dell’abate cruento) dove assistiamo ad una scena la cui crudezza si imprimerà indelebile nella nostra memoria.

Uno sventurato colpito da un colpo di narcolessia fulminante si siede con noncuranza su una panchina all’apparenza innocua. Subito, il dirimpettaio di panchina lo avverte incredulo che si è seduto…su una merda (probabilmente umana).

Visita all’interno del municipio (gratuito e da visitare). Ci riaddentriamo nello stroget e vaghiamo curiosi fino a che ci si para davanti una chiesa locale di foggia originale. Naturalmente entriamo incautamente e veniamo coinvolti in un’esperienza di gruppo: una simpatica guida che accompagna una masnada di italiani ci racconta che siamo entrati in una chiesa protestante. La signora ci fa notare le differenze salienti con le chiese cattoliche: un Cristo gioioso e vigoroso anziché crocifisso e morente sta dietro all’altare, non adorano santi ma i 12 apostoli sono considerati un po’ più che i semplici primi seguaci di Gesù, le panche sono multifunzione (ci si può sedere nelle due direzioni a seconda di ciò che si sta svolgendo all’interno della chiesa), alla fine della messa i protestanti sono soliti fare un buffet, lavarsi le mani e “farsi del termosifone” (si puliscono le mani con una salvietta calda). Comunque la signora tiene a rimarcare che sostanzialmente i danesi, protestanti o no, sono e si sentono vichinghi.

Lo Stroget ci porta poi fino al Nyhavn dove pranziamo in un chiosco (e troviamo una splendida cartina gratuita della città).

Il Nyhavn è un canale che porta in città. E’ una delle zone più turistiche di Copenaghen. Lungo questo sorgono numerosi e tipici edifici colorati che ospitano birrerie, bar, caffè e locali vari.

Si prosegue fino al porto dove attraccano grandi navi da crociera velieri ecc. ecc. con meta sirenetta.

Casualmente ed inaspettatamente giungiamo ad Amaliemborg, residenza reale danese. Fontana molto fica, piazzolone molto fico, palazzoni un po’ meno fichi e come degli sbarbi facciamo i fessi con le guardie reali. Visita all’adiacente Marmor Kirke con furto di cartolina e blasfema scorreggia (Batto).

Ritorniamo sui nostri passi lungo la via portuale, ci serviamo del peggior cesso della Danimarca e raggiungiamo la famigerata sirenetta. Constatando la pochezza dell’attrazione constatiamo ammaliati la qualità delle attratte. Nugoli di slavine (intese come giovani ragazze slave di bella presenza) ci circondano e zampettano allegramente attorno al pezzo di bronzo che è immeritatamente il simbolo della Danimarca in tutto il mondo facendosi maliziosamente fotografare dalle amiche (e da noi).

Visitiamo il Kastellet (primo castello sull’acqua) e torniamo verso il centro. A questo punto ama ha una visione e vedendo delle guglie crede di essere vicino a Christiansborg. Questa credenza si rivelerà un tragico errore: Faster ormai provato dai crampi viene preso dallo sconforto ed abbandona la brigata tornando con un bus verso il camping, mentre gli altri tre componenti della spedizione continuano valorosamente la loro marcia e, come spesso accade nelle più belle favole, quando una situazione appare oltremodo ostile, in realtà un raggio di luce è sempre in agguato dietro l’angolo. È così che inaspettatamente ci troviamo a Christianshavn. Constatata la cosa ci incamminiamo verso il quartiere hippy di Cristiania.

Cristiania si rivela un paesino nella città ma allo stesso tempo fuori dal mondo. Dentro il cancello una specie di mercatino dei freak e della cannabis. Una cosa mai vista. Bancarelle espongono cestini in vimini pieni di maria, blacchi di caccolo come se fosse la cosa più normale al mondo. All’interno di spassolandia ci sono anche barettini e casette con annesso orto stupefacente. Gente di tutti i tipi popola il quartierino tantevvero che gruppi di marinai in divisa fanno parte della banda.

Utilizzando il non economico bus (15 corone DK per girare il centro) e arriviamo al limite delle forze al camper alle 19.30

Cena sostanziosa e da bravi furbini preserviamo il fisico per la giornata di domani che prevediamo sarà altrettanto faticosa. Tanto eravamo passati da cristiania …

Avevamo le vesciche ai piedi

!

il momento in cui lo sventurato si siede sulla cacca

Nyhavn Nyhavn

marmor kirke Marmor Kirke

sirenetta Sirenettae

 

MARTEDI’ 5 AGOSTO

Secondo giorno a Copenaghen. Ci svegliamo alle 8.30 e riattraversiamo parte della città diretti al palazzo di Christiansborg.

Nello stesso “isolato” del palazzo di Christiansborg ci sono un paio di cose da vedere, una vasca con pochi centimetri d’acqua con delle onde stilizzate in cemento dentro sulle quali si può camminare (spassosissimo) e un murales con raffigurati i cittadini di Copenaghen che portavano in salvo gli interni del palazzo di Christiansborg dopo l’ultimo incendio. Perché il palazzo di Christiansborg è un palazzo un po’ particolare. Nei sotterranei si possono vedere i resti del primo insediamento vikingo di Copenaghen. Si può visitare quindi il primo centro della città, risalente all’anno 1000, un pozzo e 4 mura. Incredibile. Sul vecchio centro fu costruito poi un grande palazzo che andò in fiamme sul quale venne costruito l’attuale enorme palazzo di Christiansborg. Che nei primi del novecento venne semidistrutto da un incendio naturalmente e i cittadini di Copenaghen andarono a salvare il salvabile. All’interno c’è un museo che mostra alcune foto del palazzo decine di anni dopo ancora ridotto ad uno scheletro nero. Poi fu ricostruito e fino alla prossima tragedia è lì in bella mostra. Nel cortile interno oltre al giardino parcheggio c’è una piazza in sabbia per le manifestazioni a cavallo (qui risiedono le scuderie reali) e un omone sta sul suo cavallone su uno statuone. Belli i tetti verdi e le guglie. Usciti ci dirigiamo verso nord (ieri abbiamo tagliato la capitale nel senso ovest est e oggi la tagliamo da sud a nord)(da bravi latini) tagliando lo Stroget all’altezza della fontana delle cicogne. Poco oltre arriviamo all’antico osservatorio dell’università, la Rundentarn, edificio alquanto atipico. E’ una torre cilindrica e si arriva alla sommità percorrendo una spirale a pavimento (non a gradini) che porta fin su. Dalla terrazza in cima si gode di un panorama unico, è possibile vedere quante siano le torri e i campanili in città, poi i tetti verdi dei palazzi, la centrale elettrica dietro il campeggio, il ponte che porta in Svezia e la Svezia. Fino ad ora Abbiamo preso un tempo stupendo, non è mai piovuto, le notti sono sempre state temperate, sole tutti i giorni, non potevamo chiedere di più. Dall’alto individuiamo la zona della nostra prossima tappa che raggiungiamo dopo un volante pranzo da supermercato. Il castello sull’acqua di Rosemborg si trova immerso in un enorme parco stupendamente verde (ci saremmo fermati lì tutto il giorno tutti i giorni della vita). Sembra di essere in una favola, non ci sono altre parole per descrivere il palazzotto, tutto è perfetto e bellissimo, impeccabile come ci sembra Copenaghen dopo due giorni (poi scopriremo che è stato ucciso un italiano lo stesso giorno). Un museo reale è ospitato all’interno, tutto quadri, piattini tazzine, arazzi, statue, troni e via dicendo che al momento sono stupefacenti ma dopo un ora non te li ricordi più. Usciti non resistiamo alla tentazione e ci plaziamo sotto un salice a riprenderci.

Il Giardino botanico è sulla nostra strada lo visitiamo passeggiandoci dentro ma le gambe cominciano a farsi sentire e dopo un gelato continuiamo in direzione Planetario. L’ennesima originalità architettonica è immersa in un immenso laghetto con alti spruzzi d’acqua.

A piedi torniamo al camping circa alle 19,00. Dopo cena, ad orario da italiani usciamo per visitare Tivoli in notturna. Tivoli è il famoso luna park nel centro della città. Famoso si, ma almeno all’ora a cui siamo arrivati noi (23 circa) non ci è parso gran che spettacolare anche se comunque originali e da vedere i palazzi all’interno ornati di migliaia di lampadine. Non solo, Non è tanto a buon mercato il biglietto d’entrata (almeno per la sola serata) e i locali all’interno hanno in più i salati prezzi degli altri all’esterno.

Siamo gli ultimissimi ad uscire, quasi inseguiti dagli inservienti e ci buttiamo in un centro città praticamente deserto (alla nordica).

Probabilmente al Nyhavn c’è un po’ di mossa ma noi siamo a posto.

Carte, scemenze, letto.

faster batto ama

Christiansborg  I tre Christiansborg

Rosemborg Al parco di Rosemborg ...

 

planetario Planetario

MERCOLEDI’ 6 AGOSTO

Siamo stati bravissimi. In due giorni siamo arrivati a Copenaghen, in due giorni abbiamo scoperto la maggior parte di quello che si può vedere, e l’ultima mezza giornata, questa mattina appunto ognuno approfitta per rilassarsi, fare gli ultimi acquisti o gironzolare un altro po’ per la città. Alle 13.00 infatti il rendez vous è al camper per pranzo e partenza verso la periferia di Copenaghen, sulla costa a nord per visitare l’acquario nazionale a Charlottelund. Da un paese così legato al mare ci aspettiamo tanto dal suo acquario e, anche se senza termini di paragone abbiamo assistito allo spettacolo della natura. Pesci di ogni forma, colore e dimensione sono ospitati nelle vasche, addirittura gli squali.

Di fronte all’acquario lungo tutta la costa ci sono spiagge erbose che a noi che a fatica siamo partiti dalla bella Copenaghen attirano come gli orsi al miele. Passiamo Alcune ore del pomeriggio in pieno relax sul prato o in acqua e la continua brezza invoglia al pisolino.

Ma il tempo corre e per stasera vorremmo essere sistemati ad Hillerod al nord della capitale per visitarla poi l’indomani.

Sulla strada incrociamo prima la fabbrica della Tuborg dove si dice ci sia la bottiglia più grande del mondo (ma che non riusciamo a vedere) e la fabbrica della Carlsberg dove elefanti di marmo bianco sostengono parte del palazzo della sede storica.

Percorrendo le bizzarre strade danesi verso cena arriviamo ad Hillerod.

La cittadina è composta fondamentalmente da castello sull’acqua, canale bar qualche casa e poco più. In camper è possibile sostare sia nel parcheggio piazzale praticamente in centro (anche se è vietato ma la polizia non esiste e il rispetto è una buona regola), in un parco sopra il castello, nel parcheggio del castello o in un campeggio poco lontano, ennesimo quadro e isola felice nell’isola felice.

Passiamo una tranquilla serata consci che d’ora in poi avremmo fatto molti meno km a piedi e molti di più in strada, infatti da oggi in poi raramente dormiremo due notti nello stesso posto.

Poco dopo essere andati a letto Faster cade fuori dal camper attraverso il portellone laterale e bussando alla porta ci fa sussultare.

charlottelund Charlottelund

GIOVEDI’ 7 AGOSTO

“All’ennesimo castello sull’acqua, Fantozzi …”

La giornata è già calda alle 9.00 e dopo colazione ci spostiamo al castello (sull’acqua) di Frederiksborg. Decisamente bella la facciata e la fontana con Nettuno “alla bolognese” visita degli interni di nuovo pieni di reali e preziose cianfrusaglie. I turisti affollano le sale e dobbiamo lottare per non rimanere imbottigliati dalle truppe di vèz comandate da “Wireless” una vetusta guida munita di auricolari e casse portatili. Ma il pezzo forte è il parco dietro il castello, con laghetti e disposto su più piani. Che posti che avevano sti tipi.

Nei nostri piani c’è comunque di muoverci nel primissimo pomeriggio in direzione Helsingor, le cui coste distano solo un chilometro dalla Svezia e dalle quali salperemo. Ad Helsingor sostiamo in un fantastico campeggio a pochi metri dalla spiaggia. Dopo aver piazzato il camper nella piazzola e aver dato una prima perlustratina al camping pranziamo alle ore 15.30 e ci concediamo un guadagnatissimo pomeriggio in spiaggia al sole ad un km dalla Svezia visto che abbiamo intenzione di cenare in centro questa sera. Il Mala comunque una capatina la fa e oltre al classico centro scova un’antica casa per battute di caccia e l’immancabile e imponente castello sull’acqua di Kromborg. Per cena ci spostiamo appunto nel centro della città e ceniamo a base di pesce in un tipico ristorantino danese, piatti “turistici” ma gustosi e sazianti poi giro nelle strade principali fino lungo il porto verso il castello.

Frederiksborg Castello di Frederiksborg

 

Kromborg  Il castello di Kromborg a Helsingor

VENERDI’ 8 AGOSTO

Alle 10.30 ci imbarchiamo per Helsimborg sul traghetto che in 20 minuti e 60€ attraversa il famoso chilometro.

Si favoleggia di un ponte pedonale che permette l’attraversamento soprattutto agli svedesi per venir a fare rifornimento soprattutto di alcolici visto che in Svezia i prezzi sono ancor più proibitivi che in Danimarca, ma noi non ne vediamo l’ombra

Helsinborg e Helsingor sono legate da un tormentato passato di guerre tra vichinghi svedesi e danesi e a lungo sono state teatro di battaglie.

Vista la ristrettezza dei tempi decidiamo di sostare solo a Lund dove visitiamo oltre alle strade centrali la cattedrale al cui interno c’è tra l’altro un complicatissimo e antico orologio astronomico che alle 12.00 si apre e alcune figure meccaniche escono e sfilano.

Anche in Svezia le belle ragazze non mancano e mischiandoci ad esse pranziamo in un bar in piazza dove conosciamo degli italiani.

Per tornare in Danimarca Prendiamo il lungo ponte (Oresund 20 km circa) che da Malmo ci riporta a Copenaghen. Il ponte è decisamente mastodontico, incredibilmente alto dalla superficie del mare e anch’esso decisamente caro (60€).

Alle 17.00 siamo a Copenaghen che attraversiamo diretti a nord ovest, a Roskilde.

Col nostro suppostone bianco targato romagna attraversiamo il centro di Roskilde per poi arrivare al gigantesco campeggio, superorganizzato e sdraiato sulle colline circostanti la città, un altro bellissimo campeggio.

C’è tantissima gente in questo camping che va dalla collina alla spiaggia e ci sistemano vicino ad una famiglia polacca. Belle anche le polacche. Ma oltre che vicino ai polacchi siamo anche affacciati sulla stradina che va ai bagni con relativo via vai. Nella notte una giovane signora passa davanti alla nostra finestra e viene accolta con un sonoro vaffanculo di Batto alla quale risponde allegramente “good night” al quale in coro rispondiamo per le rime.

Oresund Bridge Oresund Bridge (Malmoe - Copenaghen)

 

SABATO 9 AGOSTO

Roskilde si trova sulla costa di un grande fiordo, il Sagafjord. E’ il primo così imponente che incontriamo. Verso le 10.00 dopo colazione lasciamo il campeggio per il porto di Roskilde dove si trova il museo vichingo. All’interno del capannone vengono conservati i resti di 4 navi vichinghe vecchie di 1000 anni.

Visitiamo il museo che comprende altri pezzi dell’epoca vikinga oltre ad una scuola/cantiere di ricostruzioni delle antiche navi. Prenotandosi è possibile partecipare ad un’escursione su una ci queste navi a remi (e bisogna remare veramente) alla quale noi preferiamo imbarcarsi senza pensarci due volte sul battello rirtorante Sagafjord. Un episodio alla “Corfù” (Utrecht 2002), scopriremo di non avere abbastanza soldi per pagare e due di noi verranno sequestrati dall’equipaggio. Comunque a bordo abbiamo gustato pesce originario del luogo e preparato nella maniera locale, una delizia, ci godremo un bel giro a pancia piena sulle panchine in coperta e vedremo un’altra faccia di questa terra lontana.

Ne valeva la pena

PS: uscendo dall’area museo da buoni italiani ci accorgiamo che si poteva entrare da portoghesi e un po’ ancora ci rode.

Verso le 15,00 attraversando in salita il parco di fronte al porto arriviamo al duomo locale di S. Luca e noi felsinei non potevamo mancare la visita. Bella quadrata. Due passi e siamo in centro … deserto. Sabato pomeriggio. Quasi una bestemmia. Eppure o i danesi sono pochi o si tengono a distanza. Niente di notevole tranne una pietra che esce dalla pavimentazione dello stroget locale sulla quale scorre acqua e un indigeno a gesti ci fa capire che serve per bagnarsi le mani e rinfrescarsi quando è caldo.

Un po’ piccati torniamo al camper e ci apprestiamo a lasciare l’isola della Sealandia sulla quale siamo stati finora (Svezia escluso).

Le due isole, Sealandia e Fionia (sulla quale stiamo andando), sono collegate da un grande, bellissimo e caro ponte a pagamento. Avvertiti da altri camperisti in internet, abbiamo verificato che la casellante cerca di far pagare ai camper l’astronomica tariffa dei camion oltre le 3.5t invece che la tariffa ben minore delle auto (quali un camper come qualunque furgone è). Quindi spirito vikingo e libretto di circolazione alla mano ci facciamo valere.

Appena tornati a terra costeggiamo spiagge dove tante persone prendono il sole e fanno il bagno. Le nostre occasioni da bagno in mare le abbiamo ormai colte tutte e un po’ invidiamo quelli oltre la strada. Mezzo ed equipaggio è diretto nel cuore dell’isola nel minuscolo paesino di Egeskov e salteremo direttamente una delle maggiori città danesi, Odensa, da più parti descritta come una ciofeca grigia e inguardabile, culla di Andersen padre della Sirenetta.

Dopo chilometri ed esserci persi nei boschi arriviamo allo smilzo incrocio (occhio ai segnali sono anche appoggiati a terra) che ci porta ad Egeskov.

Per la precisione Egeskov è composta da poche (forse meno) case, campi e un fantastico parco divertimenti alla danese con annesso fiabesco castello sull’acqua. Ma questo lo scopriremo solo l’indomani, per ora veniamo accolti in un campo erboso in terra battuta già popolato dall’isola italiana e da gruppi camperizzati di locali e fusissimi danesi. Durante la serata assistiamo alle evoluzioni dei semiubriachi motorizzati, diamo un occhio alle bancarelle di parti di moto d’epoca, in allestimento per il giorno dopo. Immersi nell’atmosfera e in buona compagnia ci godiamo anche le numerose stelle cadenti. Inoltre è da notare che anche fino alle 22 il sole fa una discreta luce.

Ennesima ottima dormita generale.

viking  nave vichinga

viking elmo vichingo

san luca duomo di San Luca

 

volkswagen mezzi esposti e castello a Egeskov

DOMENICA 10 AGOSTO

Ci svegliamo, guardiamo furori dalle finestrelle del camper e … il campo è pieno di gente. Mentre dormivamo sono arrivate centinaia di persone in auto camper o moto. Ci serviamo dei comodi bagni pubblici, facciamo colazione ed entriamo in quello che scopriremo essere non tanto un castello ma un parco divertimenti al quale dedicare meno di un giorno è un peccato. All’interno del parco oltre il castello (c’è da pagare un ulteriore biglietto) troviamo: diversi capannoni che ospitano moto, auto, e mezzi dei pompieri d’epoca, due caccia (Lockeed F104 e Saab Jas 37), museo contadino, passatoi traballanti sugli alberi a decine di metri, zona ristoro, giardino labirinto, parco del castello, recinto degli animali e forse qualcos'altro. Il paradiso dei bambini. Il paradiso dei bambini grandi.

Purtroppo il tempo non è dalla nostra e nel primo pomeriggio dobbiamo già spostarci (di nuovo a malincuore).

Lasciamo quindi l’isola della Fionia. Ci facciamo il solito pontone e passiamo per Jelling

Di Jelling vediamo veramente poco, ma forse tutto quello che ha da mostrare. Una volta era l’antica capitale vikinga di quella che non era ancora la Danimarca. A Jelling risiedeva la famiglia reale e vicino alla chiesa con cimitero c’è una collinetta tonda che è in realtà la tomba di Re Gorm sulla quale fu costruita sopra una collinetta (tumulo). Vicino alla chiesa vengono conservate anche diverse rune, pietre con scritte scolpite all’epoca dei vikinghi.

Toccata e fuga perché la nostra meta di fine giornata è Billund, sede di Legoland.

Arriviamo nel tardo pomeriggio a Billund (che non visiteremo assolutamente) e ci sistemiamo in parcheggio vicino all’aeroporto. Naturalmente anche qui il campeggio è vietato, ma noi stiamo solo parcheggiando e il parcheggio termina in un parco, quindi in regola. Usufruiamo anche a scrocco delle docce di un campeggio al nostro fianco. Grandissimi. Pano piano il parcheggio si popola di italiani che hanno voglia di sentirsi dire che lì si può stare, di essere rassicurati, cosa che facciamo e nell’interesse di tutti verso sera il parcheggio è popolato di parecchi camper, praticamente tutti italiani e lì passiamo la serata e la notte a due passi da Legoland.

egeskov

jelling tumulo a Jelling

 

LUNEDI’ 11 AGOSTO

Oggi ci aspetta una grande giornata, siamo arrivati ad una delle mete più attese. Legoland è un po’ un paese delle meraviglie, per tanti della nostra generazione è un tuffo nel passato, è la disponibilità di un enorme quantità dei magici pezzi colorati che possono diventare qualsiasi cosa, e poi giostre, gadget e chi più ne ha più ne metta. I bambini si divertono anche loro come dei matti (i tedeschi naturalmente fanno il bagno nelle vasche delle fontane). Chi va in Danimarca è un po’ obbligato a visitare Legoland perché comunque è parte integrante dello spettacolo che può offrire questa nazione, passerà una giornata di distacco dal solito turismo in un ambiente che nonostante il caos di musiche, bambini e movimento ti rapisce nel suo equilibrio di divertimento e relax.

Dimenticavo una delle cose più spettacolari, all’interno del parco sono ricostruiti alcuni monumenti, parti di città, infrastrutture (aeroporto, porto, base petrolifera ecc.) tutto ed esclusivamente in lego. Una cosa unica al mondo, tra l’altro in questi plastici ci sono navi, aerei e auto (di lego naturalmente) che si muovono autonomamente. Indimenticabili sono le ricostruzioni di Copenaghen, Skagen e delle altre capitali nordiche.

Nel pomeriggio ci spostiamo poi ad Arhus (a nord di Billund) dove faticando non poco troviamo il campeggio, sul mare dentro un bosco a 10 Km dalla città. Col senno di poi trovare il campeggio è una scemenza, basta seguire la strada che dal porto (centro) porta lungo il mare a sud, entrare nel bosco e si arriverà al camping.

legoland legoboys

 

grrrrrl ragazza di Arhus

MARTEDI’ 12 AGOSTO

Ormai siamo arrivati agli sgoccioli del nostro viaggio, certo abbiamo ancora delle cose da vedere, ma decidiamo di fermarci a riposare un giorno ad Arhus, visto l’accogliente campeggio ci ristoriamo un po’, ci riprendiamo, c’è la spiaggia a disposizione e la giornata passa nel modo più tranquillo. La serata decidiamo di passarla facendoci un giro per Arhus e con l’autobus (sempre carissimo) arriviamo in centro. Arhus è una città portuale abbastanza moderna (è la seconda città danese) con una bella passeggiata piena di locali lungo il canale che taglia il centro. Niente ci colpisce in realtà ma la visita è comunque piacevole. Alle 22.30 c’è l’ultimo bus che ci porta a casa e tornando indietro, nei pressi dello stadio, assistiamo ad una scena inaspettata. All’interno della rotonda che il bus percorre ci sono ammucchiate una sull’altra (non è un modo di dire) e su più piani decine e decine (per non dire centinaia) di biciclette. Una scena da Cina. Anche le strade limitrofe erano abbastanza piene di bici per una specie di maratona cittadina che si era svolta in nostra assenza.

MERCOLEDI’ 13 AGOSTO

Partiamo presto perché oggi è una giornata importante, lasciamo Arhus per andare a nord che più a nord non si può. La nostra meta finale è Skagen. Mentre maciniamo strada vediamo il paesaggio che cambia sotto i nostri occhi. Le case si fanno sempre più rade per poi scomparire ed essere sostituite da steppa e dune, il cielo si fa più serio, la strada va sempre su dritta e inizia a tirare un forte vento. La potenza della natura qui la si può vedere chiaramente, ti penetra dentro e ti fa sentire piccolo e indifeso, non fa sfoggio di grandi cose ma quello che vedi rende l’idea. Non ci sono più alberi, quei pochi che ci sono, sono nati piegati, e il vento continuo è una vera forza della natura.

Prima di Skagen ci intrufoliamo in un bosco di conifere per visitare quello che era un villaggio. Era un villaggio perché ora non lo è più, o meglio lo è ancora ma sotto la sabbia. L’unica testimonianza dell’esistenza del villaggio è il campanile della chiesa che sbuca ancora dalla sabbia. Qui come si è detto non si scherza e una tempesta può durare parecchi giorni e può seppellire di sabbia un villaggio.

Raggiungiamo poi Skagen, che nei nostri cuori era a pari importanza di Copenaghen. Il paese è fondamentalmente composto da due vie principali con alcuni negozi veramente interessanti (peccato per i prezzi), la chiesa con dei modelli di navi appesi al soffitto (qui usa così), case basse che ci farei la firma per abitarci, le solite cose e il porto. Il porto ci attira parecchio perché sappiamo esserci delle “rosticcerie” di pesce fresco appena pescato, e così è. Quindi ci buttiamo sul pesce. I ristorantini sono uno di fianco all’altro, tutti uguali e tutti pieni di gente che compra pesce, e fuori al sole e al vento si mangia. Qui sembra tutto bellissimo.

Visitiamo tutto il paesino (le due vie appunto) e poi ci muoviamo verso Grenen (a pochi Km da Skagen) che è la punta più settentrionale della Danimarca. Il paesaggio è ancora più estremo, il cielo si fa più scuro, a terra c'è solo sabbia anche se siamo ad un Km dal mare, le nuvole passano veloci e noi ci spostiamo verso la spiaggia. Ci sono diversi bunker risalenti alla seconda guerra mondiale, anch’essi consumati dal vento e dalla sabbia finissima. C’è molta gente che raccoglie pietre o sassi ma soprattutto è in cerca di ambra che è possibile trovare sulla costa occidentale, ma la meta comune è la punta di spiaggia dove si incontrano il Mar Baltico e il Mare del Nord. E’ un posto unico.

Sempre sferzati dal vento ritorniamo a Skagen dove torniamo ai ristorantini. Nel porto sono ancorate alcune barche a vela svedesi con dei ragazzi che devono birra e ascoltano AC/DC in pantaloncini corti e maglietta. Noi abbiamo la giacca.

Prima di coricarci facciamo un giro anche nel porto commerciale dove sono attraccati grossi pescherecci fabbrica, cioè quelle grosse barche che raccolgono le reti da poppa e preparano e ghiacciamo il pesce ancora prima di scaricarlo in porto.

Passiamo la notte in un parcheggio vicino al porto con altri camperisti. Durante tutta la notte saremo sferzati e dondolati da forte vento e fine pioggia.

kirkesand Kirkesand a Skagen

skagen porto di Skagen

grenen incrocio delle onde

 

Limfjiorden Limfjiorden

GIOVEDI 14 AGOSTO

Ottima notte anche questa e quando usciamo dal camper tana vediamo passare in strada classi di bambini delle elementari (evidentemente l’anno scolastico è già iniziato), ogni classe con la maglietta di colore diverso e i bimbi (tutti biondi) in pantaloncini e sandalini. Noi sempre con la giacca.

Purtroppo dopo colazione lasciamo Skagen per la nostra ultima tappa prima del ritorno, Ribe.

La città è raggiunta dopo una giornata in sostanza passata in viaggio visto che sono percorsi quasi 400 Km, con un fortissimo vento.

Guidare in questa parte della Danimarca non è stato gradevolissimo, in quanto il forte vento sbalzava letteralmente il camper in mezzo alla strada.

Per raggiungere Ribe, la città più vecchia della Danimarca, costeggiamo l’immenso fiordo Limfjorden, il più grande della nazione. Il fiordo si presenta grosso e cupo, e percorrendo i numerosi ponti si può ammirare questo mare interno in ambo i lati.

Arrivati a Ribe troviamo abbastanza facilmente il campeggio, ci sistemiamo e sempre spazzati dal forte vento ci facciamo un breve giro di perlustrazione. 

VENERDI’ 15 AGOSTO

Ribe è una bellissima città con stradine strette e caratteristiche, le case sono basse e coloratissime.

Oltre al museo vikingo è possibile visitare il Duomo, il parco e il centro città. Lungo il canale navigabile che parte dal centro, troviamo una colonna di legno con delle date e delle fasce metalliche. Queste sono i livelli a cui arrivarono diverse inondazioni da parte del mare. Da notare che il livello più alto risalente al 1600 circa è superiore a molte case. Qui la natura non scherza, e il vento ce lo ricorda continuamente.

Partiamo da RIBE (che meriterebbe certo qualche giorno) per l’Italia alle 15.00, raggiungiamo facilmente la Germania e rimaniamo imbottigliati per ore all’ingresso dell’Elbetunnel (tunnel che passa sotto l’Elba alle porte di Amburgo).

Guideremo fino a tarda sera e sosteremo in un autogrill a Kassel per la notte.

ribe viuzze a Ribe

ribe colonna "delle tempeste"

  

SABATO 16 AGOSTO

Ci svegliamo presto e ripartiamo sperando di non trovare più code per non arrivare a Bologna in piena notte. Monaco ci regalerà la solita interminabile coda, molto traffico fino in Austria e anche il brennero non sarà una passeggiata. Arriviamo comunque a Bologna verso le 20.00 e qui finisce il viaggio.

 

Link utili

http://www.scandlines.de/en/main.htm traghetti
http://osb.oeresundsbron.dk/frontpage/?lang=1 ponti
http://www.visitdenmark.com/ ufficio turistico danese
http://www.legoland.dk legoland
http://www.kbhbase.kk.dk/ sito del comune di Copenaghen
http://www.useit.dk/ magazine per vivere la Danimarca
 
   

In sintesi alcuni buoni motivi per visitare la Danimarca: per primo la sensazione di ritmi più lenti, qualcosa che è nell'aria, qualcosa di fiabesco e giocoso (non c'è posto nel quale non vi sia dedicato uno spazio al gioco o ai bambini). La cucina a base di pesce cucinato a volte in modi a noi irriconoscibili ma anche "mezzo crudo". L'assenza di sensazione di pericolo, tantevvero che ricordo di aver visto solo 2 auto della polizia di cui una in Svezia. Le ragazze, una bellezza ... Nel periodo estivo le giornate sono molto lunghe. L'inglese è ben compreso e parlato dalla maggior parte delle persone. In camper è possibile sostare "ovunque" ma con buon gusto. Naturalisticamente è diversissima dall'Italia e per questo a volte stupisce. Culturalmente vale la pena di approfondire le origini e l'attualità di questi europei "in sordina" ma di sostanza.

Alcune pecche: costa tutto una follia, ma di questo passo ci abitueremo presto visti i prezzi di casa nostra e la lingua è assolutamente incomprensibile, anche le scritte sono indecifrabili.

 

Egeskov Egeskov Desktop faro di Grenen Grenen incrocio di mari
Grenen spiaggia Hillerod castello Copenaghen giardino botanico Copenaghen planetario MonsKlint Mons Klint
  Copenaghen Nyhavn Mons Klint Mons Klint Skagen  
TOURINGLAND www.pidocchio.net *

 

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